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Il 9 Maggio una nutrita delegazione di allenatori di calcio
maceratesi è stata ospite del settore giovanile
dell’Atalanta B.C., sicuramente una delle
migliori – se non la migliore in assoluto – scuola
di formazione di calciatori professionisti.
Oltre alla valenza delle proposte didattiche presentate da
tecnici come Stefano Bonaccorso ed Alessio Pala
(allenatori degli allievi nazionali e regionali
della squadra bergamasca) particolare interesse ha
suscitato l’incontro con la
Professoressa Lucia
Castelli che è , da
molti anni, il consulente psicopedagogista del
settore giovanile nerazzurro è quindi
particolarmente vicina e sensibile alle
problematiche dei giovani che praticano sport.
Dall’incontro con la Castelli è scaturito un importante
dibattito sul fatto che sta sviluppandosi più di
qualche semplice dubbio in quella che una volta era
la certezza dello “ sport come palestra di vita”.
Basterebbe sfogliare i giornali che parlano di sport
questi giorni, guardare la televisione ed a volte
assistere anche a semplici competizioni di paese… si
rafforza sempre più una visione dello sport in cui
il giovane è al servizio del risultato agonistico,
trascurando sempre più l’aspetto giocoso, piacevole
e salutare che dovrebbe spingere i giovani alla
pratica di una disciplina sportiva.
Recenti ricerche fatte a livello di calcio giovanile
professionistico confermano che i ragazzi soffrono
di ipocinesi (mancanza di movimento) e di una sorta
di analfabetismo motorio, probabilmente frutto di
una mancanza di tempo da dedicare al gioco
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Molto influisce l’iperprotezionismo dei genitori: quando
fa freddo o piove quasi sempre si sceglie di far
saltare l’allenamento, troppo spesso gli stessi
genitori adottano criteri di scelta di una scuola
calcio guardando più il risultato delle classifiche
piuttosto che la qualità del servizio offerto.
Ma anche gli stessi allenatori non possono esimersi da
chiare responsabilità; non è raro – a tutti i
livelli e partendo dalle società dilettantistiche –
che venga considerato un “vincente” l’allenatore che
esaspera l’allenamento atletico e tattico, quello
che trascura la costruzione delle abilità motorie e
tecniche per favorire la specializzazione precoce,
insegna per primo le malizie di gioco e gratifica
soprattutto i ragazzi che sono in grado di garantire
il risultato della partita.
E’ doveroso ringraziare la professoressa Castelli per
l’opportunità, offerta agli allenatori maceratesi ,
di approfondire questi concetti e magari farsene
portavoce presso le proprie società. |