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Personaggio un po’ guascone, come peraltro ben
lo ricordano i maceratesi sia in veste di giocatore
che come tecnico, mister Dino Pagliari ha largamente
condiviso una sua giornata di lavoro al campo con la
nutrita delegazione di allenatori dell’AIAC Macerata
che sono stati ospiti del Ravenna Calcio.
Non è più lo stravagante capellone, dalla barba
incolta che portava a spasso una gallina al
guinzaglio come ancora oggi lo ricordano con
simpatia a Firenze (caratteristiche in bella
evidenza anche nella enciclopedia multimediale
Wikipedia dove si trovano curriculum e curiosità di
tutti i grandi protagonisti del calcio) ma resta
comunque un brillante interlocutore che ama
svisceratamente la propria professione ed il
confronto con “colleghi” anche di categoria meno
importanti della sua serie B.
Dopo anni di gavetta sulle panchine di serie C
(Vis Pesaro, Maceratese, Fermana, Alessandria,
Chieti e Frosinone) il salto di qualità l’ha
conosciuto lo scorso anno, portando il Ravenna al
nuovo traguardo della serie cadetta.
Quest’anno una stagione difficile – come ha
sottolineato Pagliari – perché la serie B è molto
più vicina alle caratteristiche (tecniche e di
velocità d’esecuzione) alla serie A piuttosto che
alla C1, un torneo lungo ed estenuante dove sono
necessari giocatori di categoria e di forte
personalità che all’inizio di stagione non erano in
organico (il recente arrivo di Mark Juliano e la
professionalità che mette in campo anche in
allenamento sono un esempio per i tanti giovani
giallorossi).
Durante
la pausa pranzo il mister si è lungamente
intrattenuto con i partecipanti al viaggio,
ricordando le sue origini calcistiche proprio a
Macerata (tra i presenti alcuni suoi ex compagni di
squadra come Flavio Matteucci, Tonino Quattrini e
Bruno Battista), l’importanza di aver avuto grandi
maestri di vita e di sport come Tonino Seri,
descrivendo le diverse emozioni e sensazioni (come
giocatore prima ed oggi come mister) che si provano
nel calcare i più importanti palcoscenici del calcio
nazionale e svelando qualche anticipazione tattica
su come affrontare le migliori formazioni
dell’attuale campionato, come il Brescia nel
prossimo turno.
La salvezza del Ravenna è una missione disperata
? Sicuramente un obiettivo difficile ma ancora
raggiungibile vista la classifica corta delle
squadre che stanno lottando per la permanenza nel
campionato cadetto: per raggiungere l’obiettivo sarà
comunque necessaria la massima concentrazione e
sfruttare al meglio le proprie caratteristiche (se
necessario adottando anche un diverso modulo di
gioco, come è accaduto al Ravenna nell’ultimo mese
….. )
Per quanto riguarda la doppia seduta effettuata
al Centro Sportivo “Lucci” di Glorie, al mattino
Pagliari ed i suoi collaboratori tecnici Carlo
Simionato ed Andrea Bergamo hanno svolto un lavoro
tecnico-tattico differenziato tra i vari reparti,
mentre un gruppo ha lavorato sulla preparazione
atletica; nel pomeriggio c’è stata una intensa
applicazione di soluzioni tattiche in base alle
prevedibili esigenze e situazioni della prossima
gara .
Al termine dell’allenamento breve e cordiale
saluto, foto di rito, l’impegno per ritrovarsi anche
in futuro per analizzare anche altri aspetti del
ruolo dell’allenatore nel calcio professionistico ed
una simpatica battuta da parte di un ospite della
comitiva maceratese: “ mister, se centrate
l’obiettivo salvezza se lo farebbe un giretto con
uno struzzo al guinzaglio nella piazza di Ravenna ?
“
Nessuna risposta da Pagliari se non un
sorriso sornione …. Quella storia della gallina
(peraltro mai smentita dall’interessato) puo’
sembrare una leggenda metropolitana ….. chissà
che non accada davvero quest’anno !?!?
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